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n. 2807/2016
(La legge francese in materia di velo islamico. Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite e il necessario equilibrio tra libertà di religione e esigenze di sicurezza - United Nation Human Rights)


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Ad normam iuris. Paradigmi della legalità nel diritto canonico, Serra Beatrice

Annali di Diritto Vaticano 2018, Dalla Torre Giuseppe - Milano Gian Piero

Religioni, diritto e regole dell'economia, Dammacco Gaetano - Ventrella Carmela

L'Islam. Dal pregiudizio ai diritti, Mantineo Antonino - Montesano Stefano

Fenomeni migratori, diritti umani e libertà religiosa, Ingoglia Antonio - Ferrante Mario


Macellazione rituale e diritto
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La religione ebraica e quella musulmana prevedono che la carne, per potere essere lecitamente consumata dai propri fedeli, debba provenire da un animale macellato secondo alcune regole precise: esse sono volte a sottolineare il significato sacro che accompagna l'uccisione di ogni essere vivente e, almeno in passato, servivano ad assicurare il rispetto di alcune essenziali condizioni igieniche e sanitarie.  


La macellazione rituale è divenuta di recente oggetto di dibattiti e polemiche perché, secondo una larga parte dell'opinione pubblica e degli esperti, il rispetto delle regole religiose implica un incremento della sofferenza dell'animale: questi infatti viene immobilizzato secondo tecniche particolari e viene ucciso senza essere previamente stordito. Il problema è acuito dall'immigrazione in Europa occidentale di un largo numero di musulmani, che ha conferito alla macellazione rituale un rilievo quantitativo sconosciuto fino a pochi anni or sono. In alcuni paesi (per esempio la Francia) i mattatoi non sono in grado di far fronte alla domanda di macellazioni rituali in occasione di alcune festività musulmane: queste macellazioni vengono quindi compiute in maniera incontrollata, suscitando comprensibili reazioni.

Dal punto di vista giuridico il nocciolo del problema si colloca dunque nella compatibilità tra il diritto di libertà religiosa (che sta alla base della macellazione rituale) ed il rispetto degli animali, che impone di risparmiare loro ogni sofferenza evitabile. Le leggi della maggior parte dei paesi europei (tra cui l'Italia) prevedono apposite deroghe per rendere possibile la macellazione rituale senza previo stordimento dell'animale.

A questo proposito, è utile ricordare che, nonostante la pressione delle associazioni per la protezione degli animali, la proposta di regolamento del Consiglio dell'Unione europea (Regulation on the protection of animals at the time of killing), che è attualmente in fase di approvazione e che abrogherà la Direttiva 93/119/CE del 22 dicembre 1993 relativa alla protezione degli animali durante la macellazione o l'abbattimento, ribadisce l'importanza di tenere in considerazione le esigenze particolari di certi riti religiosi e mantiene la disposizione, già contenuta nella Direttiva, secondo la quale gli Stati Membri possono concedere una deroga all'obbligo di stordire previamente gli animali sottoposti a particolari metodi di macellazione richiesti da determinati riti religiosi.
(S. Ferrari, D. Milani e R. Bottoni)



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Regio decreto26 novembre 1976, n.3263/1976
Real Decreto 3263/1976, de 26 noviembre, por el que se aprueba la reglamentación técnico-sanitaria de mataderos, salas de despiece, centros de contratación, almacenamiento y distribución de carnes y despojos

Data: 26 novembre 1976
Argomento: Comunità ebraica, Islam, Libertà religiosa, Macellazione rituale, Regole alimentari religiose
Dossiers: Cibo, Religione e Diritto, Islam, Spagna, Libertà religiosa, Macellazione rituale
Nazione: Spagna
Parole chiave: Animali, Macellazione rituale, Sofferenza, Stordimento, Libertà religiosa, Tradizioni religiose, Religione ebraica, Religione islamica, Immigrazione, Ritual slaughtering, Animals, Religious freedom, Judaism, Islam, Halal food food, Immigration, Multiculturalism
Abstract: Vedi:
Real Decreto 18 dicembre 1987, n. 1614/1987.


Real Decreto 3263/1976, de 26 noviembre, por el que se aprueba la reglamentación técnico-sanitaria de mataderos, salas de despiece, centros de contratación, almacenamiento y distribución de carnes y despojos
(BOE 30/1977 de 4/02/1977)

(omissis)

Artículo 25 (*).
Sin perjuicio de que la Dirección General de Sanidad pueda autorizar expresamente sacrificios rituales, en relación con las diversas religiones, al sacrificio faenado de los animales de abasto, así como el tratamiento frigorífico de canales y despojos, se ajustará a las siguientes normas:
El sacifficio y faenado de los anunales de abasto, no podrá efectuarse sin el control y vigilancia de los Servicios Veterinarios Ofíciales,
Previamente a la entrada en los, locales de sacrificio, las reses porcinas se someterán a un proceso de duchado,
Llos animales introducidos en los locales de matanza deberán ser sacrificados inmediatamente, A tal efecto no serán llevados a las naves de sacrificio mayor núrriero de animales de los que se puedan sacrificar de forma inmediata.
Todas las reses de abasto que se sacrifiquen en un matadero, excepto las ovinas y caprínas, se someterán previamente, a los procesos de insensibílización por cualquiera de los métodos o sistemas que seguida­mente se detallan:
a) Puntilla‑Consistente en seccionar la médula entre el occipital y la vértebra atlas.
b) Pistola o arma con proyectil fijo, dotado de mecanismo de recuperación y accionada por deto­nante o por aire comprimido, que logre introducir a profundidad suficiente un punzón de calibre variable segán especie, raza, sexo y edad, que después de perforar el cráneo, produzca la insensibilización inme­diata del animal.
c) Choque eléctrico‑Basado en someter al animal a la acción de una corriente eléctrica de voltaje y amperaje determinados que permitan la insensibiliza­ción del animal sin provocar su muerte.
d) Díóxido, de carbono.‑Utilizándolo dentro de una cámara especialmente construida, dotada de los apara­tos de seguridad necesarios para garantizar presión y dosis constantes del gas.
e) La utilización simultánea de alguno o todos los sistemas descritos, así como cualquier otro que sea previamente autorizado por la Dirección General de Sanidad
(omissis) 

(*) L'art. 25 è derogato dal Real Decreto 18 dicembre 1987, n. 1614/1987.