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UBI - Buddhisti
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L'Unione Buddhista Italiana, fondata a Milano nel 1985, nasce per volontà di una serie di centri buddhisti presenti in Italia, esponenti di diverse tradizioni. E' associata all'Unione Buddhista Europea, con sede a Parigi.  E' stata riconosciuta come ente religioso con personalità giuridica con D.P.R. 3 gennaio 1991 n. 1, svolge anche attività culturali ed assistenziali, è apolitica e senza scopo di lucro. La sua sede amministrativa è a Roma. Attualmente riunisce i 46 maggiori centri italiani e i loro affiliati, secondo le tradizioni Theravada (Sud-est asiatico), Mahayana Zen (Estremo Oriente), Vajrayana (Tibet).
L'UBI conta circa 50.000 aderenti; ogni affermazione circa il numero reale dei praticanti, tuttavia, può solo essere meramente indicativa, poiché non esistono criteri di appartenenza al buddhismo ben definiti, tali da poter fungere da parametri indicatori, per cui il numero dei ‘simpatizzanti' buddhisti e dei praticanti saltuari sfugge inevitabilmente a statistiche precise. A ciò si aggiunge il fatto che il buddhismo è praticato in larga parte da immigrati extracomunitari, che vivono nel nostro territorio sovente in condizioni di clandestinità.
L'UBI non rappresenta alcuna scuola in particolare, ma si propone principalmente di contribuire alla diffusione degli insegnamenti e delle pratiche della dottrina buddhista, nel rispetto di tutte le tradizioni, attraverso l'assistenza e il sostegno ai diversi gruppi buddhisti, il coordinamento delle loro iniziative e l'incoraggiamento ad una collaborazione fra le varie scuole. Inoltre l'Unione promuove il dialogo interreligioso, l'incontro con istituzioni culturali o centri di impegno spirituale, nonché attività didattiche sul buddhismo, nell'ambito della storia delle religioni. I centri aderenti all'U.B.I. si riuniscono insieme ogni anno per celebrare la festività del Vesak, che ricorda i tre momenti importanti della vita del Buddha (nascita, illuminazione e parinirvana) mentre ogni tre anni viene organizzato un congresso nazionale su temi di interesse spirituale con l'intervento di Maestri di meditazione e studiosi di chiara fama. Pur rimanendo nella dimensione del movimento, per ciò stesso aperta al pluralismo interno, l'Unione Buddhista si è impegnata, in sede di stipulazione dell'intesa, a porsi come interlocutore unitario di fronte allo Stato, affrontando la ‘sfida' di gestire le trattative mantenendo aperto il dibattito interno e nel contempo definendo in modo unitario le richieste da sottoporre alla commissione ministeriale. (S. Angeletti)

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Decreto ministeriale30 maggio 2014
Individuazione delle modalita' di deduzione dall'IRPEF delle erogazioni liberali effettuate a favore dell'Unione Buddhista Italiana

Autore: Ministero dell'Economia e delle Finanze
Data: 30 maggio 2014
Argomento: Confessioni religiose, Finanziamento confessioni religiose, Unione buddhista italiana
Dossiers: UBI - Buddhisti, Confessioni religiose, Libertà religiosa
Nazione: Italia
Parole chiave: Unione Buddhista Italiana, Irpef, Finanziamento delle confessioni religiose, Erogazioni liberali, Deducibilità, Attività di religione o di culto, Rimborso spese dei ministri di culto, Ricevuta di versamento, Quietanza liberatoria
Abstract:



Decreto 30 maggio 2014: "Individuazione delle modalita' di deduzione dall'IRPEF delle erogazioni liberali effettuate a favore dell'Unione Buddhista Italiana"

(GU 12 giugno 2014, n. 134)


IL MINISTRO DELL'ECONOMIA
E DELLE FINANZE

Vista la legge 31 dicembre 2012, n. 245, concernente «Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e l'Unione Buddhista Italiana, in attuazione dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione»;
Visto, in particolare, l'articolo 19, comma 2, della citata legge n. 245 del 2012, il quale prevede che a decorrere dal periodo d'imposta 2013 le persone fisiche possono dedurre dal proprio reddito complessivo, agli effetti dell'IRPEF, le erogazioni liberali in denaro fino all'importo di euro 1.032,91 a favore dell'Unione Buddhista Italiana e degli organismi civilmente riconosciuti da essa rappresentati, destinate al sostentamento dei ministri di culto e delle attivita' di cui all'articolo 10, comma 1, lettera a), della
citata legge n. 245 del 2012;
Visto il comma 3, del medesimo articolo 19 della legge n. 245 del 2012, il quale demanda l'individuazione delle modalita' relative alla deduzione a un apposito decreto del Ministro dell'economia e delle finanze;

Decreta:

Art. 1

Modalita' per la deduzione delle erogazioni liberali versate a favore dell'Unione Buddhista Italiana.

1. Le erogazioni liberali in denaro destinate alle attivita' di religione o di culto nonche' al rimborso delle spese dei ministri di culto, versate a decorrere dal 1° gennaio 2013 dalle persone fisiche a favore dell'Unione Buddhista Italiana debbono risultare, ai fini della loro deduzione dal reddito complessivo fino all'importo di euro 1.032,91, dai seguenti documenti:
a) attestazione o ricevuta di versamento in conto corrente postale intestato all'Unione Buddhista Italiana, contenente la causale dell'erogazione liberale;
b) ricevuta rilasciata dall'azienda di credito al cliente attestante l'avvenuto accreditamento dell'importo dell'erogazione liberale, per detta causale, sul conto corrente bancario o postale intestato all'Unione Buddhista Italiana, in caso di effettuazione dell'erogazione mediante bonifico bancario o postale, ovvero mediante altri mezzi di pagamento bancario o postale;
c) quietanza liberatoria rilasciata a nome dell'Unione Buddhista Italiana su appositi stampati predisposti e numerati da detta Unione e contenente il numero progressivo della quietanza, cognome, nome e comune di residenza del donante, l'importo dell'erogazione liberale e la causale dell'erogazione liberale, in caso di effettuazione
dell'erogazione con assegno bancario.
2. I soggetti che effettuano le erogazioni di cui al comma 1 sono tenuti a conservare ed esibire, previa richiesta degli uffici finanziari entro i termini di cui all'articolo 43 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, i documenti comprovanti le erogazioni medesime.

Roma, 30 maggio 2014

Il Ministro: Padoan