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Anuario de Derecho Eclesiástico del Estado, Num. 34, 2018

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(La legge francese in materia di velo islamico. Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite e il necessario equilibrio tra libertà di religione e esigenze di sicurezza - United Nation Human Rights)


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Legge 10 novembre 1992,n.25 (Ley 25/1992, de 10 de noviembre, por la que se aprueba el acuerdo de cooperación del estado con la Federación de comunidades israelitas de España - Parlamento)

Accordo 17 marzo 2008 (Accordo tra la Santa Sede ed il Principato di Andorra - Santa Sede - Principato di Andorra)

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Ad normam iuris. Paradigmi della legalità nel diritto canonico, Serra Beatrice

Annali di Diritto Vaticano 2018, Dalla Torre Giuseppe - Milano Gian Piero

Religioni, diritto e regole dell'economia, Dammacco Gaetano - Ventrella Carmela

L'Islam. Dal pregiudizio ai diritti, Mantineo Antonino - Montesano Stefano

Fenomeni migratori, diritti umani e libertà religiosa, Ingoglia Antonio - Ferrante Mario


UBI - Buddhisti
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L'Unione Buddhista Italiana, fondata a Milano nel 1985, nasce per volontà di una serie di centri buddhisti presenti in Italia, esponenti di diverse tradizioni. E' associata all'Unione Buddhista Europea, con sede a Parigi.  E' stata riconosciuta come ente religioso con personalità giuridica con D.P.R. 3 gennaio 1991 n. 1, svolge anche attività culturali ed assistenziali, è apolitica e senza scopo di lucro. La sua sede amministrativa è a Roma. Attualmente riunisce i 46 maggiori centri italiani e i loro affiliati, secondo le tradizioni Theravada (Sud-est asiatico), Mahayana Zen (Estremo Oriente), Vajrayana (Tibet).
L'UBI conta circa 50.000 aderenti; ogni affermazione circa il numero reale dei praticanti, tuttavia, può solo essere meramente indicativa, poiché non esistono criteri di appartenenza al buddhismo ben definiti, tali da poter fungere da parametri indicatori, per cui il numero dei ‘simpatizzanti' buddhisti e dei praticanti saltuari sfugge inevitabilmente a statistiche precise. A ciò si aggiunge il fatto che il buddhismo è praticato in larga parte da immigrati extracomunitari, che vivono nel nostro territorio sovente in condizioni di clandestinità.
L'UBI non rappresenta alcuna scuola in particolare, ma si propone principalmente di contribuire alla diffusione degli insegnamenti e delle pratiche della dottrina buddhista, nel rispetto di tutte le tradizioni, attraverso l'assistenza e il sostegno ai diversi gruppi buddhisti, il coordinamento delle loro iniziative e l'incoraggiamento ad una collaborazione fra le varie scuole. Inoltre l'Unione promuove il dialogo interreligioso, l'incontro con istituzioni culturali o centri di impegno spirituale, nonché attività didattiche sul buddhismo, nell'ambito della storia delle religioni. I centri aderenti all'U.B.I. si riuniscono insieme ogni anno per celebrare la festività del Vesak, che ricorda i tre momenti importanti della vita del Buddha (nascita, illuminazione e parinirvana) mentre ogni tre anni viene organizzato un congresso nazionale su temi di interesse spirituale con l'intervento di Maestri di meditazione e studiosi di chiara fama. Pur rimanendo nella dimensione del movimento, per ciò stesso aperta al pluralismo interno, l'Unione Buddhista si è impegnata, in sede di stipulazione dell'intesa, a porsi come interlocutore unitario di fronte allo Stato, affrontando la ‘sfida' di gestire le trattative mantenendo aperto il dibattito interno e nel contempo definendo in modo unitario le richieste da sottoporre alla commissione ministeriale. (S. Angeletti)

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20 aprile 2015

Vaticano: Messaggio del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso in occasione della festività buddista di Vesakh/Hanamatsuri 2015 (20 aprile 2015)

Vaticano

(Fonte: www.news.va)

Messaggio del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso in occasione della festività buddista di Vesakh/Hanamatsuri 2015

Il Vesakh è la festività più importante per i Buddisti: in essa si commemorano i principali avvenimenti della vita di Buddha.
La festa del Vesakh/Hanamatsuri 2015, nei vari paesi di cultura buddista, è celebrata in date diverse, secondo le differenti tradizioni. Quest’anno la festa viene celebrata in alcuni Paesi il 3 maggio, mentre in altri tra il 25 maggio e il 2 giugno.

Per tale circostanza, il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso ha fatto pervenire ai Buddisti il seguente messaggio:

Testo in lingua inglese

Buddhists and Christians: Together to Counter Modern Slavery

Dear Buddhist Friends,
1. The Pontifical Council for Interreligious Dialogue is pleased once again to extend to all of you our best wishes as you celebrate Vesakh. The joyful commemoration of three significant events in the life of Gautama Buddha – his birth, enlightenment and death – provides an occasion to think of the unfortunate and all who suffer, and to rededicate ourselves to bringing them comfort and happiness through acts of love and compassion.
2. We write to you this year inspired by His Holiness Pope Francis’s “Message for the 2015 World Day of Peace”, entitled No Longer Slaves, but Brothers and Sisters . His Holiness observes that, historically, the institution of slavery was once generally accepted and resulted in the “rejection of others, their mistreatment, violations of their dignity and fundamental rights, and institutionalized inequality” (no. 2). Accordingly, “a slave could be bought and sold, given away or acquired, as if he or she were a commercial product” (no. 3). The Holy Father further notes that, even though slavery has been formally abolished throughout the world, there are still “millions of people today – children, women and men of all ages – [who] are deprived of freedom and who are forced to live in conditions akin to slavery” (no. 3).
3. Pope Francis gives examples of modern day slavery: men, women and child labourers; migrants who undergo physical, emotional and sexual abuse while working in shameful working conditions; persons forced into prostitution, many of whom are minors, as well as male and female sex slaves; those kidnapped by terrorists and forced to be combatants, and those who are tortured, mutilated or killed. Human hearts deformed by corruption and ignorance are, according to the Holy Father, the cause of these terrible evils against humanity. When hearts are corrupted, human beings no longer see others as “beings of equal dignity, as brothers or sisters sharing a common humanity, but rather as objects” (no. 4).
4. Dear friends, we share the conviction that modern slavery and human trafficking are grave crimes, open wounds on the body of contemporary society. In one section of the “Eightfold Path” – namely “Right Livelihood” – the Buddha declares that trading in live beings, including slaves and prostitutes, is one of five occupations that are not to be engaged in ( AN 5.177). He instructs that possessions are to be acquired peacefully, honestly and by legal means, without coercion, violence or deceit, and by means that do not cause harm or suffering (cf. AN 4.47; 5.41; 8.54). In this way, Buddhism promotes respect for the life and freedom of each person.
5. As Buddhists and Christians committed to respect for human life, we must cooperate together to end this social plague. Pope Francis invites us to overcome indifference and ignorance by assuring of “offering assistance to victims, in working for their psychological and educational rehabilitation, and in efforts to reintegrate them into society where they live or from which they come” (no. 5).
6. We pray that your celebration of Vesakh, which includes making special efforts to bring happiness to those less fortunate in our midst, may be a time of deepened consideration of the various ways in which we can work together so that there will be No Longer Slaves, but Brothers and Sisters living in fraternity, loving kindness and compassion for all.
With renewed cordial greetings, we wish all of you a Happy Feast of Vesakh.
Cardinal Jean-Louis Tauran
President
Father Miguel Ángel Ayuso Guixot, MCCJ
Secretary