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ultimi documenti
Ordinanza 14 febbraio 2018 (Diritto all'autodeterminazione e questione di legittimità costituzionale del reato di istigazione o aiuto al suicidio - Corte d'Appello - Penale)

Circolare 8 febbraio 2018
n. 1/2018
(Legge 219/2017 “Norme in materia di consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento”: i chiarimenti forniti dal Ministero dell’Interno sulle competenze degli Ufficiali del Governo presso i Comuni - Ministero dell'Interno)

Motu proprio 12 febbraio 2018 (“Imparare a congedarsi”: le indicazioni del Pontefice sulle modalità di rinuncia all'ufficio ecclesiale per raggiunti limiti d’età - Pontefice)

Pronuncia 5 febbraio 2018
n. BCV-17-102855
(California - County of Kern: costringere una persona a fornire un bene o servizio in contrasto con le sue convinzioni religiose può costituire violazione della libertà di espressione - Superior Court)

Sentenza 3 gennaio 2018
n. 42
(La rilevanza della sussistenza del fine di lucro affinché un istituto scolastico gestito da congregazione religiosa possa assumere la natura di impresa industriale - Corte di Cassazione)

Sentenza 25 gennaio 2018 (Ancora in tema di interruzione dei trattamenti sanitari: secondo la CEDU la disciplina legislativa francese è conforme all'articolo 2 della Convenzione - Corte Europea dei Diritti dell'Uomo)

Sentenza 30 gennaio 2018 (La CEDU si pronuncia sulla legittimità dell'uso di simboli religiosi nelle campagne pubblicitarie e tutela il diritto alla libertà d'espressione - Corte Europea dei Diritti dell'Uomo)

Costituzione apostolica 8 dicembre 2017 (Francesco: Veritatis gaudium, circa le Università e le Facoltà ecclesiastiche - Pontefice)

Legge 22 dicembre 2017
n. 219
(Legge sul biotestamento: "Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento" - Parlamento)

Documento 25 novembre 2017 (Discorso del Santo Padre Francesco ai partecipanti al corso promosso dal tribunale della Rota Romana - Pontefice)


i più letti
Accordo 29 novembre 2005 (Accordo fra la Santa Sede e la Città Libera e Anseatica di Amburgo - Santa Sede - Città Libera e Anseatica di Amburgo)

Legge 22 novembre 1988,n.516 (Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e l'Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7° giorno - Parlamento)

Accordo 17 marzo 2008 (Accordo tra la Santa Sede ed il Principato di Andorra - Santa Sede - Principato di Andorra)

Legge 10 novembre 1992,n.25 (Ley 25/1992, de 10 de noviembre, por la que se aprueba el acuerdo de cooperación del estado con la Federación de comunidades israelitas de España - Parlamento)

Legge 8 marzo 1989,n.101 (Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e l’Unione delle Comunità ebraiche italiane - Parlamento)


Simboli religiosi
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Nell'Europa dell'Euro non solo le monete che l'Italia conia per conto dello Stato Città del Vaticano propongono simboli religiosi, basti ricordare la Cattedrale di Santiago de Compostela per la Spagna, o la stessa Mole Antonelliana per l'Italia, originariamente destinata a diventare il tempio della Comunità Israelita torinese. Ma nell'Europa dalle radici non solo cristiane la questione dei “simboli religiosi” si sta trasformando in uno dei tanti momenti di confronto aperto tra esigenze di neutralità degli Stati, nuove rivendicazioni di appartenenza confessionale e vecchi giurisdizionalismi.
Osservata dal punto di vista dell'individuo la questione dei "simboli religiosi" potrebbe apparire banale. Una effettiva tutela del diritto di libertà religiosa richiede oltre al riconoscimento del diritto di non dover dichiarare la propria fede d'appartenenza, anche quello di non subire alcuna forma di limitazione nell'esternare tale appartenenza, adeguando, il proprio modo di vestire o di comportarsi alle più varie ed eterodosse indicazioni religiose. Basti pensare al turbante e all'apposito pugnale per i Sikh, al velo per le donne islamiche, a croci e crocifissi di varia forma e fattura, alla kippah per gli ebrei, giusto per fare qualche esempio. Questi atteggiamenti, senza mettere in discussione la “laicità” dello Stato, possono integrare in alcuni casi condotte vietate, quali, ad esempio, quelle connesse con la difficoltà per i Sikh di rispettare l'obbligo dell'uso del casco per la guida dei motocicli. Cosa deve fare in tali casi una società che vuole essere attenta alle esigenze religiose dei propri cittadini e rispettosa del principio di libertà religiosa? Qual è il limite di tutela della diversità che non sconfina nella violazione del principio di uguaglianza, con la creazione di appositi statuti personali? E quale deve essere il ruolo da attribuire in tali dinamiche alla difesa della “laicità” dello Stato?
Basta poi modificare il punto di osservazione, collocandosi nella prospettiva dello Stato, per registrare un cambio di scenari e di interrogativi. Può uno Stato non confessionale utilizzare simboli religiosi negli uffici pubblici? E quando è possibile affermare che un simbolo abbandona la sua connotazione religiosa per trasformarsi in un elemento del patrimonio storico culturale della società? Domande che a partire dal più noto caso della esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche o nei tribunali, possono facilmente allargarsi fino ad interessare altri simboli della tradizione cristiana come ad esempio i presepi, abitualmente presenti durante le festività natalizie non solo nelle scuole, ma anche in molti uffici pubblici. E poi la partecipazione di rappresentanti ecclesiastici in celebrazioni pubbliche o di quelli pubblici in celebrazioni religiose. Un elenco non facilmente definibile specie per quelle società ad alta densità di esprissioni storiche della religione. (A.G. Chizzoniti)


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