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Ad normam iuris. Paradigmi della legalità nel diritto canonico, Serra Beatrice

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Tutela dati personali
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L'introduzione nell'ordinamento giuridico italiano di un’apposita normativa per la protezione dei dati personali (legge n. 675/1996) se da un lato ha segnato l'ingresso nel nostro paese di un sistema di norme chiamate a tutelare l'identità delle persone di fronte ai rischi connessi con il trattamento delle informazioni ad esse inerenti, dall'altro ha sollevato più di un problema.

Nel caso specifico delle informazioni a carattere religioso la questione più rilevante è sorta in relazione alla scelta del legislatore di ricondurre dette informazioni alla categoria più generale dei "dati sensibili" per poi assoggettarle al regime comune di tutela rinforzata per essi previsto anche nel caso in cui a trattarle fossero le confessioni religiose.Tale decisione è parsa lesiva dell'autonomia istituzionale riconosciuta alle confessioni dalla Costituzione. Per questo ha subito nel corso del tempo diverse modifiche da ultimo sfociate nella scelta operata dal codice in materia di protezione dei dati personali (d.lgs. n. 196/2003) di esentare dal regime comune le informazioni a carattere religioso trattate da quelle confessioni che offrano al loro interno idonee garanzie.

Apparentemente risolta, la questione torna tuttavia ad essere spinosa quando il singolo fedele decide di uscire dalla confessione di appartenenza e di esercitare nei suoi confronti i diritti di cui è titolare in base alla normativa civile. E' quanto accade, ad esempio, con riferimento alle numerose richieste di cancellazione dal registro dei battezzati della Chiesa cattolica sulle cui conseguenze giuridiche all’interno dell’ordinamento canonico si è pronunciato il Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi nel 2006.

Accanto a queste problematiche — ampiamente esplorate dalla dottrina — ve ne sono altre, quali quelle relative al trattamento dei dati di carattere religioso da parte dei soggetti pubblici, o ancora quelle connesse al rapporto tra il diritto alla riservatezza su tali dati e le esigenze di sicurezza emerse con particolare evidenza dopo gli attentati dell’11 settembre. (Daniela Milani)

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Decreto legislativo29 dicembre 2017, n.216
Disposizioni in materia di intercettazioni di conversazioni o comunicazioni - estratto

Autore: Governo
Data: 29 dicembre 2017
Argomento: Dati personali
Dossiers: Tutela dati personali
Nazione: Italia
Parole chiave: Decreto legislativo, Dati personali, Dati sensibili, Riservatezza, Intercettazioni, Conversazioni, Comunicazioni, Trascrizione
Abstract:

Si pubblica di seguito un estratto del Decreto Legisltivo n. 216 del 29 dicembre 2017 (Disposizioni in materia di intercettazioni di conversazioni o
comunicazioni, in attuazione della delega di cui all'articolo 1, commi 82, 83 e 84, lettere a), b), c), d) ed e), della legge 23 giugno 2017, n. 103), in particolare nella parte ove si fa riferimento al trattamento di dati personali definiti sensibili dalla legge.






DECRETO LEGISLATIVO 29 dicembre 2017, n. 216 Disposizioni in materia di intercettazioni di conversazioni o comunicazioni, in attuazione della delega di cui all'articolo 1,
commi 82, 83 e 84, lettere a), b), c), d) ed e), della legge 23 giugno 2017, n. 103. (18G00002)

(GU n.8 del 11-1-2018)

Vigente al: 26-1-2018


IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87, quinto comma, della Costituzione;
Visto l'articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto il regio decreto 19 ottobre 1930, n. 1398, recante
approvazione del testo definitivo del Codice penale;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988,
n. 447, recante approvazione del codice di procedura penale;
Visto il decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, recante norme
di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura
penale;
Vista la legge 23 giugno 2017, n. 103, recante modifiche al codice
penale, al codice di procedura penale e all'ordinamento
penitenziario, contenente la delega al Governo per la riforma della
disciplina in materia di intercettazione di conversazioni o
comunicazioni, e, in particolare, l'articolo 1, commi 82, 83 e 84,
lettere a), b), c), d) ed e);
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri,
adottata nella riunione del 2 novembre 2017;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri,
adottata nella riunione del 18 dicembre 2017;
Acquisiti i pareri definitivi delle competenti Commissioni
parlamentari, ai sensi dell'articolo 1 comma 83 della legge 23 giugno
2017, n. 103;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella
riunione del 29 dicembre 2017;
Su proposta del Ministro della giustizia;

Emana

il seguente decreto legislativo:


Art. 1
Modifiche al codice penale

1. Dopo l'articolo 617-sexies del codice penale, approvato con
regio decreto 19 ottobre 1930, n. 1398, e' inserito il seguente:
«Art. 617-septies. (Diffusione di riprese e registrazioni
fraudolente). - Chiunque, al fine di recare danno all'altrui
reputazione o immagine, diffonde con qualsiasi mezzo riprese audio o
video, compiute fraudolentemente, di incontri privati o
registrazioni, pur esse fraudolente, di conversazioni, anche
telefoniche o telematiche, svolte in sua presenza o con la sua
partecipazione, e' punito con la reclusione fino a quattro anni.
La punibilita' e' esclusa se la diffusione delle riprese o delle
registrazioni deriva in via diretta ed immediata dalla loro
utilizzazione in un procedimento amministrativo o giudiziario o per
l'esercizio del diritto di difesa o del diritto di cronaca.
Il delitto e' punibile a querela della persona offesa.».


Art. 2
Modifiche al codice di procedura penale in materia di riservatezza
delle comunicazioni e delle conversazioni telefoniche e telematiche
oggetto di intercettazione.

1. Al codice di procedura penale, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 447, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 103, comma 7, e' aggiunto, in fine, il seguente
periodo: «Fermo il divieto di utilizzazione di cui al primo periodo,
quando le comunicazioni e conversazioni sono comunque intercettate,
il loro contenuto non puo' essere trascritto, neanche sommariamente,
e nel verbale delle operazioni sono indicate soltanto la data, l'ora
e il dispositivo su cui la registrazione e' intervenuta.»;
b) all'articolo 114, comma 2, dopo le parole: «dell'udienza
preliminare», sono aggiunte le seguenti: «, fatta eccezione per
l'ordinanza indicata dall'articolo 292»;
c) all'articolo 267, comma 4, e' aggiunto, in fine, il seguente
periodo: «L'ufficiale di polizia giudiziaria provvede a norma
dell'articolo 268, comma 2-bis, informando preventivamente il
pubblico ministero con annotazione sui contenuti delle comunicazioni
e conversazioni.»;
d) all'articolo 268:
1) dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti: «2-bis. E' vietata
la trascrizione, anche sommaria, delle comunicazioni o conversazioni
irrilevanti ai fini delle indagini, sia per l'oggetto che per i
soggetti coinvolti, nonche' di quelle, parimenti non rilevanti, che
riguardano dati personali definiti sensibili dalla legge. Nel verbale
delle operazioni sono indicate, in tali casi, soltanto la data, l'ora
e il dispositivo su cui la registrazione e' intervenuta.
2-ter. Il pubblico ministero, con decreto motivato, puo'
disporre che le comunicazioni e conversazioni di cui al comma 2-bis
siano trascritte nel verbale quando ne ritiene la rilevanza per i
fatti oggetto di prova. Puo' altresi' disporre la trascrizione nel
verbale, se necessarie a fini di prova, delle comunicazioni e
conversazioni relative a dati personali definiti sensibili dalla
legge.»;
2) il comma 4 e' sostituito dal seguente: «4. I verbali e le
registrazioni sono trasmessi al pubblico ministero, per la
conservazione nell'archivio di cui all'articolo 269, comma 1,
immediatamente dopo la scadenza del termine indicato per lo
svolgimento delle operazioni nei provvedimenti di autorizzazione o di
proroga. Il pubblico ministero dispone con decreto il differimento
della trasmissione dei verbali e delle registrazioni quando la
prosecuzione delle operazioni rende necessario, in ragione della
complessita' delle indagini, che l'ufficiale di polizia giudiziaria
delegato all'ascolto consulti le risultanze acquisite. Con lo stesso
decreto fissa le prescrizioni per assicurare la tutela del segreto
sul materiale non trasmesso.»;
e) i commi 5, 6, 7 e 8 sono abrogati;
f) all'articolo 329, comma 1, dopo le parole: «e dalla polizia
giudiziaria» sono inserite le seguenti: «, le richieste del pubblico
ministero di autorizzazione al compimento di atti di indagine e gli
atti del giudice che provvedono su tali richieste».


(...)


Art. 9
Disposizione transitoria)

1. Le disposizioni di cui agli articoli 2, 3 4, 5 e 7 si applicano
alle operazioni di intercettazione relative a provvedimenti
autorizzativi emessi dopo il centottantesimo giorno successivo alla
data di entrata in vigore del presente decreto.
2. La disposizione di cui all'articolo 2, comma 1, lettera b),
acquista efficacia decorsi dodici mesi dalla data di entrata in
vigore del presente decreto.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.


Dato a Roma, addi' 29 dicembre 2017

MATTARELLA

Gentiloni Silveri, Presidente del Consiglio dei ministri
Orlando, Ministro della giustizia

Visto, il Guardasigilli: Orlando