Osservatorio delle libertà ed istituzioni religiose

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Osservatorio delle Libertà ed Istituzioni Religiose

Documenti • 27 Giugno 2006

Risoluzione 15 giugno 2006, n.280

Parlamento europeo. Risoluzione 15 giugno 2006, n. 280: “Corea del Nord: violazioni dei diritti umani”.

Il Parlamento europeo,

– viste le sue precedenti risoluzioni sulla Corea del Nord,

– visti gli orientamenti della politica dell’Unione europea nei confronti dei paesi terzi in materia di pena di morte (1998), sulla tortura e altre pene o trattamenti crudeli o degradanti (2001), sul dialogo sui diritti umani (2001) e sui difensori dei diritti umani (2004),

– vista la risoluzione del 16 aprile 2003 votata dalla Commissione per i diritti dell’uomo delle Nazioni Unite,

– vista la dichiarazione rilasciata il 31 maggio 2006 dal relatore speciale delle Nazioni Unite sulle esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, dal presidente-relatore del gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulle detenzioni arbitrarie, dal relatore speciale delle Nazioni Unite sulla questione della tortura e dal relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nella Repubblica popolare di Corea (RPDC),

– visto l’articolo 115, paragrafo 5, del suo regolamento,

A. considerando che la risoluzione della Commissione per i diritti dell’uomo delle Nazioni Uniti condanna la RPDC per “torture e altre pene crudeli, inumane o degradanti ed esecuzioni pubbliche”, nonché per “le gravi e diffuse restrizioni alla libertà di pensiero, di coscienza, di religione, di opinione e di espressione”,

B. considerando che il governo della RPDC continua a negare l’accesso al relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nella RPDC e al relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritto al cibo, nonché a organizzazioni non governative per i diritti umani, il che impedisce qualsiasi indagine sulla situazione dei diritti umani; che le numerose denunce, in particolare da parte delle persone che sono fuggite dal paese, lasciano presagire un quadro estremamente allarmante di violazioni, tra cui esecuzioni, torture, detenzioni di prigionieri politici e condizioni carcerarie inumane,

C. considerando che non è tollerato alcun tipo di opposizione e che chiunque esprima opinioni contrarie alla posizione del Partito coreano dei lavoratori al potere rischia pene severe e lo stesso dicasi, in molti casi, per le loro famiglie,

D. considerando che, secondo quanto riportato, Son Jon Nam, che ha vissuto in Cina, dove ha frequentato la chiesa ed è diventato cristiano, sarebbe stato torturato dall’Agenzia per la sicurezza nazionale e poi condannato a morte senza processo per presunto tradimento e senza il beneficio delle garanzie procedurali previste dal diritto internazionale in materia di diritti umani,

E. considerando che quattro esperti delle Nazioni Unite in materia di diritti umani, tra cui il relatore speciale sulla situazione dei diritti umani nella RPDC, i quali hanno invitato il governo della RPDC a rinviare l’esecuzione e a rivedere la sentenza, sono sconcertati dalla risposta del governo che descrive la lettera degli esperti come “il prodotto di una congiura intrapresa allo scopo scellerato di diffondere informazioni contraffatte e che porta avanti i tentativi da parte di tali forze ostili di diffamare, disintegrare e rovesciare lo Stato e il sistema sociale della RPDC con il pretesto dei diritti umani”,

F. considerando che la RPDC ha ratificato il Patto internazionale sui diritti civili e politici,

G. considerando che il governo della RPDC ha ridotto, a partire dal 2001, da 33 a 5 il numero dei capi d’imputazione soggetti alla pena capitale, ma che 4 di essi sono di natura essenzialmente politica,

H. considerando che i media nazionali sono sottoposti a una rigorosa censura e che l’accesso alle emittenti internazionali è limitato; che gli apparecchi radiofonici e televisivi sono sintonizzati in modo da poter ricevere unicamente le trasmissioni statali e che coloro i quali ascoltano stazioni radio straniere rischiano pene,

I. considerando che qualsiasi assemblea o associazione non autorizzata è considerata “agitazione pubblica” passibile di sanzioni; che la libertà religiosa, per quanto garantita dalla costituzione, è in pratica drasticamente limitata; che sono state denunciate gravi repressioni di persone dedite ad attività religiose pubbliche e private, sotto forma di detenzioni, torture ed esecuzioni,

J. considerando che le testimonianze stimano a 200 mila il numero di persone detenute in campi di rieducazione (campi di lavoro), campi di detenzione e penitenziari e che le denunce, in particolare quelle espresse da persone rilasciate da tali campi quali Kang Chol Hwan, lasciano supporre che le torture e i maltrattamenti sono diffusi e le condizioni estremamente dure,

K. considerando che molti abitanti della RPDC sono a corto di cibo e dipendono dagli aiuti umanitari che il paese riceve da donatori quali l’UE, la quale nel 2005 ha deciso di stanziare 13 715 000 EUR a favore della RPDC, e il programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite che il 10 maggio 2006 ha concluso un accordo con il governo in merito alla fornitura di 150 000 tonnellate di prodotti a 1,9 milioni di nordcoreani nel corso di due anni,

L. considerando che decine di migliaia di nordcoreani sono fuggiti in Cina, abbandonando la RPDC, a causa della repressione e della carestia generalizzata,

1. deplora la mancanza di cooperazione da parte della RPDC con le istituzioni internazionali in materia di diritti umani, in particolare il suo rifiuto di seguire le procedure della commissione delle Nazioni Unite sui diritti umani;

2. chiede al governo delle Corea del Nord di:
– rispettare i principi sanciti nei trattati internazionali in materia di diritti umani che ha ratificato (quali il Patto internazionale sui diritti civili e politici) e di recepire tali principi nel suo ordinamento interno;
– abolire la pena di morte;
– rilasciare tutte le persone detenute o incarcerate per aver esercitato pacificamente diritti umani fondamentali;
– garantire la libertà di espressione e la libertà di circolazione a tutti i nordcoreani;
– rivedere l’attuale legislazione per far sì che essa sia conforme alle norme internazionali in materia di diritti umani e introduca garanzie atte a fornire ai cittadini tutele e vie di ricorso contro le violazioni dei diritti umani;

3. chiede con insistenza alla RPDC di fornire informazioni sul caso di Son Jong Nam e di non procedere alla sua esecuzione;

4. chiede alla Commissione e al Consiglio di sollecitare il governo della RPDC a cessare tali violazioni dei diritti umani e a fornire informazioni sul caso di Son Jon Nam e a non procedere alla sua esecuzione;

5. chiede al governo della RPDC di rivedere attentamente la situazione di tutti i condannati a morte e di sospendere la loro esecuzione e chiede che il relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nella Corea del Nord, Vitit Muntarbhorn, possa rendere loro visita;

6. invita vivamente il governo della RPDC a porre fine alle gravi violazioni dei diritti umani, tra cui le detenzioni e le esecuzioni per motivi religiosi o convinzioni personali ai danni di cittadini non appartenenti alle associazioni religiose di Stato, e a consentire ai credenti di riunirsi pacificamente per celebrare il proprio culto, costruire e curare luoghi di culto e pubblicare liberamente letteratura religiosa;

7. riconosce che l’UE è stata la prima e unica parte a impegnarsi nel dialogo sui diritti umani con la RPDC dopo la visita della Troika nel 2001 guidata dal Primo ministro svedese e Presidente del Consiglio europeo Göran Persson, l’Alto rappresentante della politica estera e di sicurezza comune e Segretario Generale del Consiglio dell’Unione europea Javier Solana e il Commissario delle Relazioni esterne Chris Patten e che il dialogo si è interrotto nel 2003 quando il Consiglio dei ministri ha patrocinato una risoluzione sui diritti umani in seno all’UNCHR senza informarne la Corea del Nord; invita pertanto vivamente entrambe le parti a compiere tentativi tesi alla ripresa del dialogo sui diritti umani tra l’UE e la RPDC;

8. chiede al governo della RPDC di assolvere i suoi obblighi a norma degli strumenti in materia di diritti umani cui ha aderito e di provvedere a concedere libero accesso al paese alle organizzazioni umanitarie, agli osservatori indipendenti per i diritti umani, al relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nella RPDC e al relatore speciale delle Nazioni Unite sulla libertà di credo o di religione;

9. plaude all’accordo concluso tra il WFP e il governo della RPDC relativo al sostentamento di 1,9 milioni di persone appartenenti ai gruppi più vulnerabili, in particolare donne e bambini; deplora il perdurare delle inutili sofferenze che patisce la popolazione nordcoreana a causa della politica del governo; sottolinea che deve sempre esistere nel paese una distribuzione di cibo mirata ed equa; chiede con insistenza al governo della RPDC di porre fine alle discriminazioni nella distribuzione di cibo a favore di funzionari di alto livello del Partito dei lavoratori e di ufficiali dell’esercito, dei servizi di sicurezza e della polizia;

10. chiede al governo della RPDC di fornire finalmente in modo esauriente tutte le informazioni sui cittadini sudcoreani e giapponesi rapiti negli ultimi decenni e di rilasciare immediatamente tutti i prigionieri tuttora detenuti nel suo paese;

11. invita il governo della Repubblica popolare cinese a cessare il rimpatrio di cittadini nordcoreani nella RPDC, dove, indipendentemente dal motivo della loro fuga, rischiano di subire pesanti trattamenti, che vanno dalla detenzione alla tortura, a lunghe pene detentive e perfino all’esecuzione; esige che la Repubblica di Corea si assuma le sue responsabilità nei confronti dei profughi nordcoreani in Cina e che il governo della Repubblica di Corea li autorizzi a recarsi in Corea del Sud;

12. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al governo della Repubblica popolare democratica di Corea, al governo della Repubblica di Corea, al governo della Repubblica popolare cinese, al relatore speciale delle Nazioni Unite sulle esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, al presidente-relatore del gruppo di lavoro della Commissione sui diritti umani delle Nazioni Unite sulle detenzioni arbitrarie, al relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura e al relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nella Repubblica popolare di Corea.