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Ingoglia Antonio

Antonio Ingoglia
Adoptati ut filii habentur.
La rilevanza canonica della filiazione adottiva


Aracne editore, 2017
pagine: 124
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-255-0874-1





Il nodo problematico sul quale si sofferma il presente saggio concerne la rilevanza canonica di un istituto di per sé estraneo all’ordinamento della Chiesa, ovvero la filiazione ex adoptione, la cui disciplina è stata mutuata, non senza qualche inconveniente, dapprima dal diritto romano e poi da quello dei singoli Stati. Gli svantaggi cui dava luogo tale forma di canonizatio sono ora in parte eliminati dalla nuova codificazione, la quale ha scelto di riservare una specifica norma alla condizione dei figli adottivi, in relazione alla quale sorgono tuttavia nuovi dubbi e incertezze che, costituendo l’aspetto centrale della presente ricerca, vengono fatti oggetto di apposita disamina. Inoltre, viene analizzata la questione del valore da attribuirsi al richiamo, all’interno della citata norma, dell’adozione effettuata ad normam iuris civilis la quale, come si evidenzia nelle conclusioni, non può in ogni caso affrontarsi attingendo unicamente dagli assiomi internazionalprivatistici, bensì dai principi specifici cui il sistema si attiene nel regolare il fenomeno ampio e diversificato della canonizzazione delle leggi civili.

INDICE

Capitolo I, p. 9
La problematica canonica della filiazione adottiva. Aspetti storici e recenti sviluppi

1.1 Il vincolo da filiazione ex adoptione civili nella prospettiva storica. Fondamenti
romanistici. Dalle collezioni pre–grazianee al Decretum, 9 
1.2 Nella dottrina di decretisti e decretalisti, 16
1.3 La disciplina nel Codex j.c. del 1917, secondo il can. 1080: il dubbio sulla natura di “norma in bianco” di tale disposizione. Preferenza per le tesi che configurano un rinvio “formale” e di “presupposizione” alla legislazione civile. Il Codex juris canonici giovanneo–paolino e l’affrancamento parziale dalla normativa civile,21
1.4. Sul significato dell’innovazione introdotta dal can. 110 del nuovo Codex juris canonici. La previsione — a latere di quella civile — di una specifica disciplina. Qualificazione dal punto di vista ecclesiastico della filiazione che sorge da adozione. Le contrastanti opinioni della dottrina: la tesi dell’adeguamento al modello di adozione “piena” o legittimante; un
diverso inquadramento, 29
1.5. (Segue): la posizione della giurisprudenza, 35
1.6. “Paradossi” di un’esegesi meramente letterale del can. 110. Impatto sulla
cosiddetta stepchild adoption, 39
1.7. Necessità di un’interpretazione sistematica della norma de qua. Rilevanza, ai fini dell’indagine sistematica, del diritto particolare, di quello consuetudinario e di altre fonti sussidiarie, 42.

Capitolo II, p. 51
Filiazione secundum naturam e filiazione giuridica o adottiva nella
legislazione ecclesiastica

2.1. Incidenze del principio adoptio natura imitatur in ambito canonico, 51 –
2.2. L’adozione come “surrogato morale” della filiazione naturale e la procreazione
“senza sessualità”. Problematicità relativamente alla Chiesa,61
2.3. L’atteggiamento del diritto canonico sui vari tipi di filiazione. La precedenza del
modello di filiazione secundum naturam o per generazione, 66
2.4. A proposito della condizione canonica della prole legittima, illegittima e adottiva
nelle disposizioni del Codex abrogato. Il regime delle “irregolarità” per difetto
di legittimi natali. L’adozione e la legittimità non pleno iure o attenuata, 71 
2.5. L’evoluzione della normativa codiciale in materia, secondo il Codex del
1983. Tensione tra favor legittimitatis e principio di pari trattamento. Profili di
sostanziale continuità, 75
2.6. Filiazione e relazioni affettive irregolari. Il caso del matrimonio mere civilis e delle convivenze more uxorio,77
2.7. (Segue) Il limite all’equiparazione dei legittimati (can. 1140), 84
2.8. Il coordinamento sistematico tra il can. 110 ed il can. 1140. L’estensione della clausola si iure expresse cautum fuerit alla filiazione adottiva, 86 
2.9 (Segue) Alcuni casi particolari: a) la successione degli adottivi nei titoli nobiliari pontifici; b) l’ammissione dei professi di voti nello SMOM, 87.

Capitolo III, p. 95
Valore ed effetti della previsione « Adoptati ad normam iuris civilis ut filii habentur »

3.1. Sulla rilevanza, quanto agli effetti canonici, della filiazione ex adoptione civili.
Questioni interpretative concernenti il can. 110 del Codex j.c. Nostra ipotesi
ricostruttiva, 95
3.2. Le modalità costitutive del rapporto di filiazione adottiva e il diritto applicabile. Il caso dell’adozione dei fedeli di rito orientale secondo il CCEO del 1990, 100
3.3. Ancora sugli effetti canonici dell’adozione civile: a) quanto all’adottato; b) quanto all’adottante ed ai suoi agnati,  103
3.4. (Segue) c) quanto alla famiglia naturale, 109 
3.5. La prevalenza del favor veritatis e la trascrizione dello status di adottivo nei registri di battesimo. Del diritto a conoscere le proprie origini naturali, 110
3.6. Il matrimonio degli adottivi e la permanenza dell’impedimentum consanguineitatis nel Codex j.c. e nel Codice delle Chiese Orientali. Tra esigenze di anonimato e ragioni di tutela eugenetica, 115
3.7. Riepilogo e considerazioni, 117