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Serra Beatrice

BEATRICE SERRA
Ad normam iuris
Paradigmi della legalità nel diritto canonico

Giappichelli Editore, Torino 2018
Pagine 328
ISBN 9788892113725




INDICE

Prefazione XV
Introduzione 1

PARTE PRIMA
PRINCIPIO, IDEA-FORZA, METODO: DECLINAZIONI DELLA LEGALITÀ NELL’ESPERIENZA GIURIDICA DELLA CHIESA

CAPITOLO I
PREMESSE METODOLOGICHE

1. La crisi della legge e la (conseguente o apparente) crisi della
legalità: a) come dato oggettivo nell’esperienza giuridica secolare post-moderna 5
2. Segue: b) come ipotesi ricostruttiva per l’ordinamento canonico. La compatibilità parziale fra il ius Ecclesiae e i presupposti tecnici della legalità statale. L’incompatibilità sostanziale fra la natura della Chiesa e le matrici cu

CAPITOLO II
LA LEGALITÀ CANONICA COME PRINCIPIO E COME METODO

1. La costruzione dell’ordine giuridico canonico intorno alla
struttura essenziale dell’idea di legalità. La priorità assiologica, strutturale e cronologica del ius divinum quale causa efficiente delle funzioni o risultati tipici della legalità:
bontà delle norme, divieto di autolegittimazione, prevedibilità. Lo “stare prima” del ius divinum quale ratio essendi
della formula “principio di legalità” nell’esperienza giuridica della Chiesa 28
2. Precisazioni sulla relazione di priorità fra diritto divino e
diritto umano. Discontinuità e diversità delle norme umane
che recepiscono la volontà divina. La peculiare interpretazione del rapporto fra libertà e legge che caratterizza l’avverarsi del paradigma della legalità nel ius Ecclesiae 32
3. L’idea di legalità come “regola che sta prima” nel ius commune. La definizione di legge di Tommaso d’Aquino e l’assetto reticolare e tendenzialmente pari ordinato delle fonti
del diritto. La coesistenza dell’idea di legalità con un approccio empirico, essenzialmente giurisprudenziale e dottrinale, di costruzione del diritto 37
4. Il legame storico-concettuale fra i Codici moderni e la concezione della legge statale come sola fonte generatrice del
diritto. L’unico soggetto di diritto quale destinatario della
lex codicialis e l’interpretazione omogenea e sostanzialmente predefinita di tale lex 43
5. Il Codex iuris canonici del 1917: a) quale risposta al bisogno
di certezza del diritto in senso oggettivo 46
6. Segue: b) quale veicolo dell’affermazione nel ius Ecclesiae della concezione, costruzione e applicazione del diritto mediante e secondo legge. In particolare: la considerazione della consuetudine nei lavori preparatori del Codex. L’omologazione della norma canonica e della sua interpretazione
e applicazione al modello dei Codici statali 48
7. Oltre il profilo metodologico. Interazioni e connessioni,
concettuali e funzionali, fra la prima codificazione canonica
e la legalità come principio 54

CAPITOLO III
LA LEGALITÀ CANONICA COME IDEA-FORZA

1. Premessa 61
2. Gli enunciati del principio di legalità nel diritto positivo vigente 62
3. L’antigiuridismo successivo al Concilio Vaticano II e la duplice, possibile, valenza dei richiami alla legalità 65
3.1. Segue: a) Il principio di legalità quale strumento di riaffermazione della concezione istituzionale del ius Ecclesiae 68
3.2. Segue: b) Il principio di legalità in funzione del passaggio dalla riconduzione del diritto al potere alla riconduzione del potere al diritto 73
4. Il principio di legalità quale formula organizzativa e procedurale, finalizzata ad affermare l’idea del diritto come forma
del potere. La similitudine (apparente) fra tale significato
della legalità canonica e la legalità degli ordinamenti statali.
La compatibilità parziale fra la legalità quale forma del potere di governo e i profili di flessibilità del sistema giuridico ecclesiale 76
5. Il rapporto tra diritto e potere alla luce dell’indole diaconale
della sacra potestas. La funzione fondante del principio di legalità nell’ordine ecclesiale: da criterio di esercizio a criterio di
giustificazione della potestas regiminis. La legge quale strumento di mediazione del contrasto tra potere e uguaglianza 79
6. Il principio di legalità nel rapporto tra persona e diritto. La riconduzione del potere ai diritti e dei diritti alla dimensione di
giustizia che li origina quale ratio essendi della legalità canonica 86

PARTE SECONDA
INTERSEZIONI FRA LEGALITÀ E GERARCHIA

CAPITOLO IV
LA GERARCHIA FORMALE DELLE FONTI

1. Premessa 102
2. La gerarchia delle fonti quale presupposto, storico e teorico,
del principio di legalità 103
3. Le relazioni gerarchiche fra fonti canoniche 106
4. Il sistema di produzione normativa vigente il Codex del
1917: a) la gerarchia materiale ed organica delle fonti quale
criterio ordinatore di fondo 109
5. Segue: b) le incertezze sulla forza ed efficacia degli atti normativi e sui loro reciproci rapporti. L’acuirsi del livello d’insicurezza giuridica del sistema dopo il Concilio Vaticano II 111
6. L’esigenza di ordinare i modi di produzione del diritto ecclesiale nei lavori preparatori del Codex del 1983. L’introduzione della gerarchia formale delle fonti canoniche
in funzione di tale esigenza 114
7. La Lex Ecclesiae Fundamentalis: il progetto di una gerarchia
delle fonti canoniche costruita sulla prevalenza della legge costituzionale 119
8. Le ragioni di una costruzione del diritto ecclesiale sul primato di una legge positiva fondamentale. In particolare: la
Lex Ecclesiae Fundamentalis quale compiuta realizzazione
dell’idea di legalità propria dell’ordine giuridico canonico 126
9. La difficile costruzione tecnica di un principio di legittimità
costituzionale nel ius Ecclesiae. In particolare: il modellarsi
della legalità canonica intorno alla plenitudo potestatis del
Romano Pontefice 133
10. La categoria delle leggi canoniche formalmente costituzionali quale fattore di riarticolazione del rapporto fra diritto divino e diritto umano. L’ambigua incidenza del principio di legittimità costituzionale sulla autonomia delle Chiese particolari 141
11. Sul fondamento democratico del principio di legalità nel diritto della Chiesa 144
12. La consuetudine come fonte del diritto alternativa alla legge
“in crisi”. Le peculiarità della consuetudine canonica, fonte
di rango primario oggetto di precostituite norme sulla produzione giuridica 150
13. La legalità come “regola che sta prima” quale causa efficiente dell’equiparazione fra legge e consuetudine e fondamento
dell’approbatio legislatoris. L’interazione tra legge e consuetudine come espressione di un sistema di validazione della
norma canonica reticolare e dialogico, nel quale i criteri
formali coesistono con quelli fattuali ed assiologici 152
14. L’effettività della gerarchia formale delle fonti canoniche: a)
il perfezionamento del sistema 164
15. Segue: b) e la sua negazione nella prassi 167
16. L’irritualità dell’attività normogenetica quale espressione
dell’elasticità del sistema giuridico canonico e la conseguente valenza residuale della prevalenza della legge nell’economia di fondo di tale sistema 173
17. Sulla recta ratio quale fondamento della gerarchia delle fonti come regola formale sulla produzione normativa 175

CAPITOLO V
LA GERARCHIA SOGGETTIVA DELLE FONTI

1. La gerarchia soggettiva delle fonti: principio di non contraddizione e criterio di competenza 183
2. L’incisiva articolazione del vincolo di conformità al diritto
superiore 186
3. La non conformità alle leggi universali delle norme emanate
a legislatoribus infra supremam auctoritatem quale fatto giustiziabile e (potenzialmente) lesivo della sfera di ogni soggetto 189
4. La gerarchia delle fonti come esigenza posta dalla peculiare
vincolatività della lex Ecclesiae e dal diritto divino quale norma di competenza 193
5. La concretizzazione locale della Chiesa quale esito del Concilio Vaticano II e i suoi riflessi sulle modalità di produzione
del diritto 194
6. Segue. La Chiesa particolare come luogo della realizzazione
dinamica e frammentaria del ius divinum 197
7. Una possibile chiave di lettura: l’articolata enunciazione della gerarchia soggettiva delle norme ed il suo consolidamento
quale strumento di riaffermazione dell’ecclesiologia universalistica. I rischi di un’eccessiva centralizzazione e l’esigenza di una riarticolazione dei rapporti tra primato ed episcopato 202
8. Intersezioni di senso fra sussidiarietà e ordine delle fonti
canoniche: a) sussidiarietà, corresponsabilità dei fedeli e
forme disarticolate di esercizio del potere normativo 206
9. Segue: b) la sussidiarietà quale criterio ispiratore dell’assetto
normativo canonico e la sua compatibilità con la gerarchia
soggettiva delle norme 212
10. Sulla parziale corrispondenza fra la configurazione data da
Cristo alla Chiesa e i corollari dello schema teorico classico
della sussidiarietà 216
11. La Chiesa come comunione. La mutua interiorità tra Chiesa
universale e Chiesa particolare quale chiave di lettura dell’interazione fra diritto universale e diritto particolare. Il vincolo della conformità al diritto superiore quale criterio omogeneo
alla compenetrazione delle verità costitutive dell’esperienza
cristiana espressa dal concetto di communio 219
12. La Chiesa quale mistero di unità. La gerarchia delle norme
come modalità di attuazione sub specie iuris del servizio
all’unità del primato petrino 224

Rilievi conclusivi 231

Bibliografia 243

Indice onomastico 291