Newsletter OLIR.it - Anno XI, n. 01/2014




Focus

Papa Bergoglio e la riforma della Curia Romana
(Michele Madonna, Università di Roma Tor Vergata)

L'elezione al soglio Pontificio di Papa Bergoglio ha suscitato nella pubblica opinione una pluralità di attese e speranze sul fronte delle riforme giuridiche attinenti al governo della Chiesa. Tali aspettative sembrano confermate dai primi passi mossi in questa direzione dal Pontefice che qui ripercorriamo in estrema sintesi.

Secondo l’insegnamento del Concilio Vaticano II, il Sommo Pontefice, nell’esercizio della sua suprema, piena ed immediata potestà sopra tutta la Chiesa, “si avvale dei dicasteri della curia romana, che perciò compiono il loro lavoro nel suo nome e nella sua autorità, a vantaggio delle Chiese e al servizio dei sacri pastori” (Christus Dominus, 9). Per il Codice di diritto canonico del 1983, la “costituzione” e la “competenza” degli organismi della Curia sono definite da una “legge peculiare” (can. 360).

Il funzionamento della Curia Romana è per il momento ancora essenzialmente disciplinato dalla costituzione apostolica Pastor Bonus del 28 giugno 1988 e dal Regolamento generale del 30 aprile 1999, con alcune modifiche apportate successivamente da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI. Nell’attuale configurazione, i principali organi della Curia sono la Segreteria di Stato, il dicastero che più da vicino coadiuva il Pontefice nell’esercizio della sua suprema missione, e le nove congregazioni che curano le più importanti materie riguardanti il governo della Chiesa: dottrina della fede, chiese orientali, culto divino e disciplina dei sacramenti, cause dei santi, evangelizzazione dei popoli, clero, istituti di vita consacrata e società di vita apostolica, educazione cattolica, vescovi. Più specifiche competenze sono attribuite ad altri organismi (pontifici consigli, pontificie commissioni) ed uffici, mentre in campo giudiziario operano la Segnatura Apostolica, la Rota Romana e la Penitenzieria Apostolica.

L’elezione al soglio pontificio di Papa Francesco nel marzo del 2013 ha impresso - si diceva - una forte accelerazione al processo di riforma organica della Curia Romana che ha immediatamente avuto una vasta eco negli organi di informazione e nella pubblica opinione. Il Pontefice regnante, il 13 aprile dello stesso anno, riprendendo un suggerimento emerso nel corso delle Congregazioni Generali precedenti il Conclave, ha infatti annunciato la costituzione di un gruppo di Cardinali per consigliarlo nel governo della Chiesa universale e per studiare un progetto di revisione della Costituzione Apostolica Pastor Bonus indicando, in pari tempo, i nominativi di coloro che sono chiamati a farne parte. Con chirografo del 28 settembre 2013, il Papa ha istituito tale gruppo come “Consiglio di Cardinali”, composto dalle medesime persone precedentemente indicate, riservandosi di configurarlo, rispetto al numero dei componenti, “nel modo che risulterà più adeguato”. Si tratta, per il chirografo, di “un’ulteriore espressione della comunione episcopale e dell’ausilio al 'munus petrinum' che l'Episcopato sparso per il mondo può offrire”.
Dopo la prima riunione del Consiglio, tenutasi dall’1 al 3 ottobre 2013, è proprio la Curia Romana il tema chiave della seconda riunione (3-5 dicembre 2013). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, nel briefing relativo al secondo giorno dei lavori, osserva che la progettata revisione della Pastor Bonus non si limiterà a ritocchi o modifiche marginali, ma sarà “consistente”, tanto da potere parlare di una vera e propria “nuova Costituzione”.

Il futuro ci dirà quale sarà il nuovo assetto della Curia Romana. Ma la direzione generale sembra tracciata da alcune indicazioni offerte dallo stesso Papa Francesco in interventi recenti. Il Pontefice, nel discorso pronunciato in occasione della presentazione degli auguri natalizi della Curia il 21 dicembre 2013, ricorda anzitutto le “caratteristiche” modello “dell’officiale di Curia, e tanto più del Superiore”: la professionalità, il servizio, e la santità della vita. E chiarisce, con una significativa consonanza con i succitati insegnamenti conciliari, che la dimensione di “servizio” curiale si rivolge non solo al Papa e alla Chiesa universale, ma anche ai Vescovi e alle Chiese particolari. Per Francesco, infatti, quando l’atteggiamento “non è di servizio alle Chiese particolari e ai loro Vescovi”, allora cresce la struttura della Curia “come una pesante dogana burocratica, ispettrice e inquisitrice, che non permette l’azione dello Spirito Santo e la crescita del popolo di Dio”.

Del resto, lo stesso Pontefice, nell’intervista rilasciata nell’agosto del 2013 al direttore de “La civiltà cattolica”, padre Antonio Spadaro, aveva già ricordato che i “dicasteri romani” sono al servizio del Papa e dei Vescovi, e devono aiutare “sia le Chiese particolari sia le Conferenze episcopali”; gli organi della Curia sono “meccanismi di aiuto”, che, in alcuni casi, quando “non sono bene intesi”, corrono il rischio di diventare “organismi di censura”.

Francesco ha però anche osservato che “le riforme organizzative e strutturali sono secondarie”, mentre “la prima riforma deve essere quella dell’atteggiamento”, con “ministri del Vangelo” capaci “di riscaldare il cuore delle persone, di camminare nella notte con loro, di saper dialogare e anche di scendere nella loro notte, nel loro buio senza perdersi”.

Per approfondire:

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Libri

(a cura di Stella Coglievina)

Riviste

(a cura di Daniela Milani)


News

(a cura di Anna Gianfreda)
  • Lovanio: Incontro di studio "The Changing Profile of Catholic Church Institution" (28 febbraio 2014) (leggi)
  • Vaticano: Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica di Malta sugli effetti civili dei matrimoni canonici (29 gennaio 2014) (leggi)
  • Roma: Convegno di studi "A trent'anni dal Nuovo Concordato. 1984-2014" (12 febbraio 2014) (leggi)
  • Riviste: Il Regno - Attualità n. 2, 2014 (leggi)
  • Rassegna Stampa: Diritto e Religione, i quotidiani italiani, a cura di Laura De Gregorio, n. 90 (26 gennaio 2014) (leggi)
  • Vaticano: Discorso di Papa Francesco agli officiali del Tribunale della Rota Romana, per l'inaugurazione dell'anno giudiziario (24 gennaio 2014) (leggi)
  • Vaticano: Messaggio del Papa per la XLVIII giornata mondiale delle comunicazioni sociali (23 gennaio 2014) (leggi)
  • Internet: "Russia: Religion, schools and the right to choose" in www.forum18.org (20 gennaio 2014) (leggi)
  • Roma: Giornata di studi sul tema "La delibazione a trent'anni dall'accordo di Villa Madama. Quesiti ed approfondimenti" (17 febbraio 2014) (leggi)
  • Alessandria: Meetings "A. C. Jemolo" sul tema "Islam in Italia" (5 febbraio 2014) (leggi)
  • IRInews: Insegnare le Religioni in Italia, notiziario trimestrale a cura di Mariachiara Giorda, 1 gennaio 2014 (leggi)
  • Rassegna Stampa: Diritto e Religione, i quotidiani italiani, a cura di Laura De Gregorio, n. 89 (19 gennaio 2014) (leggi)
  • Vaticano: Firma di un Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica del Camerun (13 gennaio 2014) (leggi)
  • Vaticano: Incontro del Pontefice con i membri del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede (13 gennaio 2014) (leggi)
  • Rassegna Stampa: Diritto e Religione, i quotidiani italiani, a cura di Laura De Gregorio, n. 88 (12 gennaio 2014) (leggi)
  • Roma: Arcisodalizio della Curia Romana. Incontro di studi sul tema "Lo Stato italiano e la Chiesa cattolica: indipendenza, sovranità, reciproca collaborazione” (16 gennaio 2014) (leggi)
  • Bruxelles: Presentation and discussion of two working papers published by the ReligioWest project  (11 febbraio 2014) (leggi)
  • Roma: Convegno “Non credenti e credenti: differenti, con identici diritti” (10 gennaio 2014) (leggi)
  • Observatorio del pluralismo religioso en España, n. 10 - Diciembre de 2013 (leggi)
  • Chiesa Cattolica: Papa Francesco nomina il Vescovo Nunzio Galantino Segretario Generale della CEI (30 dicembre 2013) (leggi)
  • Rassegna Stampa: Diritto e Religione, i quotidiani italiani, a cura di Laura De Gregorio, n. 87 (22 dicembre 2013) (leggi)
  • Pubblicata la newsletter di OLIR n. 12 del 2013 (20 dicembre 2013) (leggi)


Documenti

(a cura di Isabella Bolgiani)
  • Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Circolare ministeriale 10 gennaio 2014,n. 28 - Iscrizioni alle scuole dell'infanzia e alle scuole di ogni ordine e grado per l’anno scolastico 2014/2015
  • Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, Sentenza 7 gennaio 2014,n. 77/07 - Affaire Cusan et Fazzo c. Italie: attribuzione del solo cognome materno ai figli
    In the case of Cusan and Fazzo v. Italy (application no. 77/07), which is not final (during the three-months period following its delivery, any party may request that the case be referred to the Grand Chamber of the Court), the European Court of Human Rights held, by a majority, that there had been: a violation of Article 14 (prohibition of discrimination) of the European Convention on Human Rights, taken together with Article 8 (right to respect for private and family) of the Convention. The case concerned a challenge to transmission of the father’s surname to his children. The Court held that the decision to name a child based on transmission of the father’s surname was based solely on discrimination on the ground of the parents’ sex, and was incompatible with the principle of non-discrimination [fonte: www.echr.coe.int – Press release].
  • Tribunale Amministrativo, Sentenza 28 dicembre 2013,n. 1176 - Islam: servizi religiosi e piano per il governo del territorio
    Il Piano dei servizi, che ai sensi dell’art. 7 della l.r. Lombardia 12/2005 è una delle articolazioni del PGT, ai sensi del successivo art. 9 comma 4 “valuta prioritariamente l'insieme delle attrezzature al servizio delle funzioni insediate nel territorio comunale […] e, in caso di accertata insufficienza o inadeguatezza delle attrezzature stesse, quantifica i costi per il loro adeguamento e individua le modalità di intervento. Analogamente il piano indica […] le necessità di sviluppo e integrazione dei servizi esistenti, ne quantifica i costi e ne prefigura le modalità di attuazione”. Ai sensi degli artt. 71 e 72 della stessa l.r. 12/2005, fanno poi parte dei “servizi” che il relativo Piano deve considerare anche le “attrezzature di interesse comune destinate a servizi religiosi”, da pianificare “valutate le istanze avanzate dagli enti delle confessioni religiose di cui all’articolo 70”, ovvero di tutte le confessioni religiose “come tali qualificate in base a criteri desumibili dall’ordinamento ed aventi una presenza diffusa, organizzata e stabile nell’ambito del comune ove siano effettuati gli interventi disciplinati dal presente capo, ed i cui statuti esprimano il carattere religioso delle loro finalità istituzionali”. La medesima norma prevede anche una “previa convenzione” fra le associazioni ed il Comune interessato. Un richiamo che va però interpretato in senso conforme alle norme che nel nostro ordinamento garantiscono la libertà di culto, nel senso che - secondo la Corte adita - la stipula di tale convenzione deve ritenersi richiesta per realizzare opere con contributi e provvidenze pubblici, non per la qualificazione degli istanti come realtà sociali ai fini della programmazione dei servizi religiosi. Tanto rilevato, la delibera di approvazione del PGT viene dunque annullata nella parte in cui omette di apprezzare, attraverso una corretta e completa istruttoria, quali e quante realtà sociali islamiche, esistano nel Comune, di valutare le loro istanze in termini di servizi religiosi e di decidere motivatamente se e in che misura esse possano essere soddisfatte nel Piano dei servizi.
  • Corte di Cassazione - Penale, Sentenza 18 dicembre 2013,n. 51059 - Insussistenza dell’aggravante dei futili motivi nel caso di tentato omicidio della figlia irrispettosa dei precetti islamici
    Secondo costante giurisprudenza la circostanza aggravante dei futili motivi sussiste quando la determinazione criminosa sia stata causata da uno stimolo esterno lieve, banale e sproporzionato rispetto alla gravità del reato. È anche pacifico che tale circostanza ha natura soggettiva, dovendosi individuare la ragione giustificatrice della condotta nel fatto che la futilità del motivo a delinquere è indice univoco di un istinto criminale più spiccato e della più grave pericolosità del soggetto. Nel caso di specie, i motivi che hanno determinato la condotta di un padre che ha cercato di uccidere la figlia dopo avere appreso che quest’ultima aveva avuto rapporti sessuali, senza essere sposata e da minore, con un giovane di fede religiosa diversa da quella islamica, non possono pertanto – secondo la Suprema Corte adita - essere definiti futili, non ritenendo lieve o banale la spinta che aveva indotto l'imputato ad agire.
  • Corte di Cassazione - Civile, Sentenza 18 dicembre 2013,n. 28220 - Matrimonio concordatario ed esclusione di uno dei bona matrimonii
    La declaratoria di esecutività della sentenza del tribunale ecclesiastico che abbia pronunciato la nullità del matrimonio concordatario per esclusione, da parte di uno soltanto dei coniugi, di uno dei bona matrimonii e cioè per divergenza unilaterale tra volontà e dichiarazione, postula che tale divergenza sia stata manifestata all'altro coniuge, ovvero che sia stata da questo effettivamente conosciuta, ovvero che non gli sia stata nota soltanto a causa della sua negligenza, atteso che ove le suindicate situazioni non ricorrano la delibazione trova ostacolo nella contrarietà con l'ordine pubblico italiano, nel cui ambito va ricompreso il principio fondamentale di tutela della buona fede e dell'affidamento incolpevole. Pertanto, nel caso in cui venga accertato che uno dei due nubendi abbia più volte manifestato di non credere nel matrimonio e che tale riserva mentale fosse nota all’altra parte già prima del matrimonio, la pronuncia ecclesiastica oggetto di delibazione non può ritenersi contraria all'ordine pubblico.
  • Regione Emilia Romagna, Ordinanza 11 dicembre 2013 - Concessione contributo alle Diocesi per la realizzazione di strutture temporanee per edifici di culto (chiese) per garantire la continuità dell'esercizio del culto
  • O.S.C.E., Decisione 6 dicembre 2013,n. 3 - Consiglio dei Ministri: Libertà di pensiero, coscienza, religione o credo
    Dopo diversi anni in cui non era stato possibile raggiungere il consensus su nuovi impegni della c.d. dimensione umana, l’ultima Ministeriale dell’OSCE ha adottato – tra le altre – la decisione n. 3/13 sulla libertà di pensiero, coscienza, religione o credo. Con tale decisione il Consiglio dei Ministri ha richiamato e riaffermato gli impegni precedentemente assunti dalla CSCE/OSCE, invitando agli Stati partecipanti a svolgere diverse azioni al fine di rispettare, tutelare e garantire la libertà di pensiero, coscienza, religione o credo.
    Tra queste azioni che gli Stati partecipanti sono invitati a intraprendere, alcune presentano tratti di novità rispetto ai precedenti commitments OSCE. Esse sono:
    - la promozione e facilitazione del dialogo interreligioso;
    - l’incoraggiamento ad includere le comunità religiose nel dibattito pubblico;
    - la promozione del dialogo tra comunità religiose ed organismi governativi;
    - l’adozione di politiche atte a promuovere il rispetto e la protezione delle religious properties (così configurando in capo agli Stati partecipanti una positive obligation in tal senso).
    [Si ringrazia per la segnalazione del documento e il relativo Abstract Mattia F. Ferrero, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano]
  • Corte di Giustizia delle Comunità Europee, Sentenza 7 novembre 2013 - Atti persecutori derivanti dall'orientamento sessuale e richiesta dello status di rifugiato
    L’articolo 9, paragrafo 1, della direttiva 2004/83, in combinato disposto con l’articolo 9, paragrafo 2, lettera c), della medesima, dev’essere interpretato nel senso che il mero fatto di qualificare come reato gli atti omosessuali non costituisce, di per sé, un atto di persecuzione. Invece, una pena detentiva che sanzioni taluni atti omosessuali e che effettivamente trovi applicazione nel paese d’origine, che ha adottato una siffatta legislazione, dev’essere considerata una sanzione sproporzionata o discriminatoria e costituisce pertanto un atto di persecuzione [come stabilito, nel caso di specie, nell’Offences against the Person Act del 1861 della Sierra Leone (causa C-199/12), nel Penal Code Act del 1950 dell’Uganda (causa C-200/12) e nel Code Pénal del Senegal (causa C-201/12)].



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