Newsletter OLIR.it - Anno XI, n. 05/2014




Focus

La Chiesa di fronte alla criminalità organizzata

Intervista a Don Pino Demasi, parroco di Polistena e referente di Libera

(La Redazione di OLIR.it)

Il primo intervento di condanna alla criminalità organizzata dei vescovi calabresi risale al 1975. Che differenza c’è fra la situazione di ieri e quella di oggi? Perché tornare sull’argomento a distanza di quasi 40 anni?

L’episcopato calabro, forse primo rispetto ad altri episcopati, nel 1975 avvertì l’esigenza di una vera e propria condanna al crimine organizzato, elaborando il documento “L’episcopato calabro contro la mafia,disonorante piaga della società”. Da allora continui sono stati gli interventi di singoli Vescovi e dell’intero episcopato sino all’ultima dichiarazione della sessione primaverile di quest’anno della CEC. E’ stato ed è un cammino tuttora in atto, quello dei Vescovi calabresi, che in un certo qual modo sta andando di pari passo con l’evoluzione del fenomeno ndranghetistico.
Per quanto riguarda la ‘ndrangheta, si è passati, in questi anni, dalla ‘ndrangheta vissuta e percepita solo come organizzazione criminale ad una ‘ndrangheta “liquida” che si infiltra dappertutto e si interfaccia con gli altri sistemi di potere, producendo valori e cultura. Un’organizzazione globalizzata, fatta di famiglie che vivono in tutti gli angoli della terra, capace ormai essa stessa di farsi istituzione.
Gli interventi dei Pastori della Chiesa, dall’altra parte, sono stati innanzitutto di denunzia; man mano che si è andati avanti si è passati dalla semplice denuncia della ‘ndrangheta, come un “cancro”, una zavorra, un triste peso, ad indicazioni pastorali abbastanza puntuali e precise. Interessante il documento del 2007 ”Se non vi convertirete, perirete tutti allo stesso modo”, dove si mette in evidenza che la ‘ndrangheta è soprattutto un fatto culturale e che per sconfiggerla serve un’azione incisiva che pervada ogni settore della società.
C’è da dire, però, che la ricaduta nella base di questi documenti è stata “timida”. Abbiamo assistito infatti a comportamenti di accondiscendenza nei confronti del fenomeno mafioso, ma anche a fulgidi esempi di contrasto e di grande coraggio e determinazione. E’ mancata però in questi anni una prassi pastorale collettiva e condivisa.


Il documento della Cei del 21 febbraio 2010 "Per un paese solidale. Chiesa italiana e mezzogiorno" afferma (paragrafo 9) che le mafie "non possono essere semplicisticamente interpretate come espressione di una religiosità distorta, ma come una forma brutale e devastante di rifiuto di Dio e di fraintendimento della vera religione".

Come la Chiesa può concretamente educare alla legalità?

Oggi di fronte alla presa di coscienza sempre più diffusa dell’insostenibilità dell’assurdità del costume mafioso, la risposta che la Chiesa è chiamata a dare non può essere quella esclusiva di una denuncia o di una reprimenda. E’ necessario prendere sempre più sul serio il ministero della evangelizzazione e della liberazione affidato alle nostre comunità, partendo dalla presa di coscienza delle nostre responsabilità.
Com’è possibile, infatti, che terre come la Calabria, dove esiste ancora una fortissima presenza della Chiesa, dove la partecipazione popolare alle funzioni ecclesiastiche, alle processioni, alle messe, all’ora di religione è ancora fortissima rispetto ad altri territori, com’è possibile che una presenza così forte possa coesistere con uno dei fenomeni più violenti, più crudeli, più illegali, più contrari al bene comune, come quello della ‘ndrangheta?
E poi come abbiamo potuto permettere alle varie associazioni o famiglie mafiose di utilizzare nei loro codici d’onore il linguaggio e i simboli religiosi? O come abbiamo potuto permettere agli uomini di ‘ndrangheta di utilizzare la religiosità popolare e in particolare le sue feste come momento per trovare legittimazione sociale e spesso anche per sancire vincoli, formalizzare spartizioni, stabilire gerarchie, decretare ed eseguire sentenze mafiose? Gli stessi riti religiosi, in alcune situazioni, sono stati oggetto di manipolazione. Attraverso di essi è avvenuto lo sfoggio del potere mafioso.
Ecco questo è lo scandalo da cui dobbiamo partire, per costruire un modello ecclesiologico ed una conseguente prassi pastorale.
Nel documento Chiesa Italiana e Mezzogiorno i Vescovi italiani hanno affermato: «rivendichiamo alla dimensione educativa, umana e religiosa, un ruolo primario nella crescita del Mezzogiorno: uno sviluppo autentico ed integrale ha nell’educazione le sue fondamenta più solide, perché assicura il senso di responsabilità e l’efficacia dell’agire, cioè i requisiti essenziali del gusto e della capacità di intrapresa. I veri attori dello sviluppo non sono i mezzi economici, ma le persone» .
Le Chiese del Sud sono chiamate in questo campo a dare il loro essenziale contributo, con la loro pastorale ordinaria, trasformata in profondità, puntando soprattutto ad un nuovo protagonismo dei laici. Laici maturi, impegnati e responsabili, protagonisti del cambiamento.
Occorre, allora, restituire le comunità cristiane a uno stile pastorale evangelico superando un male atavico delle nostre parrocchie: il dualismo sacro-profano, secondo il quale quando il fedele varca la soglia del tempio, la sfera della sua vita professionale, familiare, sessuale, civile, ecc., viene lasciata dietro le spalle e diventa importante solo in quanto lettore, catechista, accolito, ministro straordinario dell’eucaristia. Si spoglia della sua veste tra virgolette profana e acquista quella di cristiano. Quando il fedele varca in senso inverso la soglia del tempio ritorna ad essere il professionista di trecento euro a visita, l’amministratore che chiede il pizzo per poter fare andare avanti una pratica o che la fa andare avanti solo per gli amici suoi, il professore svogliato che arriva sempre tardi a scuola, il padre nervoso e distratto che se ne sta tutto il giorno fuori, insomma dentro il tempio siamo nel sacro e ci salviamo l’anima, fuori dimentichiamo di essere membri di una comunità cristiana.
Nel documento Educare alla legalità del 1991 l’indicazione che vi è fornita appare chiarissima: «Il cristiano non può accontentarsi di enunciare l’ideale e di affermare i principi generali. Deve entrare nella storia ed affrontarla nella sua complessità, promuovendo tutte le realizzazioni possibili dei valori evangelici e umani della libertà e della giustizia».
Concetti netti, che saldano l’etica dei princìpi e l’etica della responsabilità, la dimensione spirituale con l’impegno civile, e richiamano chi si professa credente ad una coerenza che non ammette intervalli, né accomodamenti.

Basta invitare chi sbaglia al pentimento o bisogna pensare anche a delle sanzioni canoniche come ha fatto, ad esempio, il Vescovo di Acireale che ha emanato un decreto circa la Privazione delle esequie ecclesiastiche per chi è stato condannato per reati di mafia (20 giugno 2013)?

Fermo restando che la conversione per tutti i cristiani passa attraverso un reale pentimento e ravvedimento e che quindi la strada da seguire è quella indicata da Zaccheo "Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri e, se ho defraudato qualcuno di qualcosa, gli restituirò quattro volte tanto" (Lc. 19,8), io personalmente mi trovo d’accordo con il Vescovo di Acireale sulla necessità di qualche sanzione quando ci troviamo in situazioni in cui manca con chiarezza il ravvedimento ed il pentimento.
E’ un modo questo per superare quel dualismo sacro- profano di cui parlavo prima e per affermare con fermezza e senza tentennamenti che la mafia è una struttura di peccato e che vivere da cristiani è un non vivere da mafiosi, rifiutarsi e sempre più potersi rifiutare di vivere da mafiosi.
Non a caso, Il decreto di Mons. Raspanti si apre con una citazione dettata da San Giovanni Paolo II nella storica visita alla Valle dei Templi di Agrigento il 9 maggio 1993: “La fede […] esige non solo un’intima adesione personale, ma anche una coraggiosa testimonianza esteriore, che si esprime in una convinta condanna del male. Essa esige qui, nella vostra terra, una chiara riprovazione della cultura della mafia, che è una cultura di morte, profondamente disumana, antievangelica, nemica della dignità delle persone e della convivenza civile”.

Che lei sappia solo la Chiesa calabrese è impegnata nella lotta alla criminalità organizzata oppure questa lotta vede impegnate anche altre conferenze episcopali regionali?

Il cammino di consapevolezza della pericolosità delle mafie e quindi la conseguente ricerca di una pastorale adeguata ha visto in questi ultimi decenni come protagoniste non solo le Chiese di Calabria, ma anche le Chiese del resto del Paese e soprattutto di quelle aree maggiormente interessate al fenomeno mafioso. Le linee direttive dei vari episcopati regionali, dell’episcopato italiano e dei Sommi Pontefici non ammettono ormai più passi e ritorni indietro.
Molto di nuovo anche in questo campo sta nascendo nella Chiesa. L’ascolto del popolo, del suo malessere, della sua soggezione, l’ascolto del grido degli onesti e degli indifesi che reclamano il bisogno di dignità umana e di reale libertà sta scuotendo ormai tutte le chiese, incoraggiate anche da Papa Francesco.
E’ certamente il tempo della speranza, intesa non come un’attesa fatalistica di cambiamento, un appigliarci all’eventualità che accada qualcosa in grado di scacciare, come per incanto, paure e incertezze. E’ Il tempo di quella speranza che ha il volto dell’impegno, del mettersi in marcia (in latino la parola speranza, spes, richiama del resto il termine pes, piede) di quella speranza, stretta parente del realismo, che risveglia il desiderio di reagire, di rialzare la testa.


Per approfondire:


In OLIR:



Dossier

Si segnala che la sezione Analisi e approfondimenti del Dossier Chiesa Cattolica in Olir è stata aggiornata con il focus "La Chiesa di fronte alla criminalità organizzata. Intervista a Don Pino Demasi", a cura della redazione.



Libri

(a cura di Stella Coglievina)


Riviste

(a cura di Daniela Milani)


News

(a cura di Anna Gianfreda)
  • Palermo: Tavola rotonda "Matrimonio e famiglia nei due diritti" (7 giugno 2014 - Giornata per l'Università Cattolica 2014) (leggi)
  • Rassegna Stampa: Diritto e Religione, i quotidiani italiani, a cura di Laura De Gregorio, n. 107 (25 maggio 2014) (leggi)
  • Alessandria: Convegno dal titolo "Testamento biologico e scelte di fine vita" (5 giugno 2014) (leggi)
  • Vaticano: AIF: Significativi progressi nel monitoraggio delle attività finanziarie nel 2013 (19 maggio 2014) (leggi)
  • PAS/PASS: Statement of Workshop on "Sustainable Humanity, Sustainable Nature: Our Responsibility" (2-6 maggio 2014) (leggi)
  • Rassegna Stampa: Diritto e Religione, i quotidiani italiani, a cura di Laura De Gregorio, n. 106 (18 maggio 2014) (leggi)
  • Como: Conference on Religions and Constitutional Transitions in the Muslim Mediterranean: “The Pluralistic Moment” (3-5 giugno 2014) (leggi)
  • Napoli: Lectio magistralis "Francesco Scaduto, l’Università di Napoli e il Diritto ecclesiastico" (21 maggio 2014) (leggi)
  • Milano: Convegno "La morale dopo Dio" (9 giugno 2014) (leggi)
  • Como: Visiting Professorship 2013-2014 "Focus sulla Turchia"(21-22 maggio 2014) (leggi)
  • Roma: Giornata di studio sul tema "Problematiche connesse alle cause di nullità di matrimonio" (23 maggio 2014) (leggi)
  • Diocesi di Milano: Atti di straordinaria amministrazione. Incontri di presentazione del nuovo decreto dell'Arcivescovo di Milano (28 aprile - 4 giugno 2014) (leggi)
  • Rassegna Stampa: Diritto e Religione, i quotidiani italiani, a cura di Laura De Gregorio, n. 105 (11 maggio 2014) (leggi)
  • Piacenza: Presentazione del volume "Il diritto penale della Città del Vaticano. Evoluzioni giurisprudenziali" (13 maggio 2014) (leggi)
  • Roma: International Law and Religion Working Group Meeting (5-7 maggio 2014) (leggi)
  • Vaticano: La Santa Sede e la Convenzione contro la tortura (5 maggio 2014) (leggi)
  • Roma: Convegno "Chiesa e comunità politica a cinquant'anni dal Concilio" (16-17 maggio 2014) (leggi)
  • Vaticano: Al Consiglio per l'economia: trasparenza alla luce del Vangelo (2 maggio 2014) (leggi)
  • Rassegna Stampa: Diritto e Religione, i quotidiani italiani, a cura di Laura De Gregorio, n. 104 (4 maggio 2014) (leggi)


Documenti

(a cura di Isabella Bolgiani)

  • ONU, Report 23 maggio 2014 - UN Committee Against Torture: Concluding observations on the initial report of the Holy See. Advance Unedited Version
    Città del Vaticano, 23 maggio 2014 (Fonte: VIS). Il Comitato dell'Organizzazione delle Nazioni Unite sulla Convenzione Contro la Tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, disumani e degradanti (CAT), ha pubblicato un'anticipazione delle Osservazioni Conclusive relative al Rapporto Iniziale della Santa Sede. Riconoscendo l'impegno della Santa Sede nel realizzare serie e sostanziali riforme che hanno determinato un ulteriore progresso dei principi e degli obiettivi del CAT, le Osservazioni Conclusive riconoscono la buona volontà della Santa Sede nell'adempiere e nel far progredire il CAT, nell'istituire riforme per contrastare gli abusi sessuali e risarcire e promuovere il trattamento e la cura delle vittime di abusi sessuali.Nel rapporto viene evidenziato che il Comitato non ha riscontrato violazioni del CAT da parte della Santa Sede e si riconosce che la Santa Sede, le diocesi cattoliche e gli ordini religiosi hanno compiuto sforzi rilevanti per contrastare gli abusi sessuali perpetrati nei confronti di minori. Nell'esprimere apprezzamento per il dialogo aperto e costruttivo con la Delegazione della Santa Sede, il Comitato ha preso atto del fatto che la Santa Sede, le Diocesi cattoliche e gli ordini religiosi hanno stanziato risarcimenti per le vittime di abusi sessuali. Infine le Osservazioni Conclusive non asseriscono che l'impegno della Chiesa nella protezione dei bambini non nati costituisca una forma di tortura o di trattamento crudele, disumano o degradante nel CAT, salvaguardando così il diritto umano fondamentale alla libertà di religione e di opinione e la tutela e promozione della vita umana.
  • Francia, Report 15 maggio 2014 - Rapport annuel de l'Observatoire de la laïcité (2013-2014)
    In OLIR.it: Guide Laïcité et gestion du fait religieux dans les structures socio-éducatives (11 marzo 2014); Guide Gestion du fait religieux dans l'entreprise privée (17 dicembre 2013); Guide Laïcité et collectivités locales (17 dicembre 2013)
  • USA, Sentenza 20 maggio 2014,n. 1861 - United States District Court for the Middle District of Pennsylvania: PennsylvaniaÂ’s Marriage Laws incostituzionale nella parte in cui proibisce il matrimonio tra persone delle stesso sesso
    It is declared that Pennsylvania’s Marriage Laws, 23 Pa. C.S. §§ 1102 and 1704, which prohibit same-sex marriage and treat as void the marriages of same-sex couples validly entered into in other jurisdictions violate the Due Process and Equal Protection Clauses of the Fourteenth Amendment to the United States Constitution and are therefore unconstitutional [fonte: http://www.pamd.uscourts.gov]
  • Corte di Cassazione - Sezioni Unite, Sentenza 16 maggio 2014,n. 10821 - Esclusione del rimborso alle scuole paritarie per le spese sostenute al fine di garantire l'istruzione di sostegno agli alunni disabili
    Le scuole private al fine di ottenere la c.d. parificazione debbono assumere l'obbligo di garantire l'integrazione scolastica delle persone disabili "senza oneri per lo Stato".  Tale requisito rientra tra gli obblighi specificatamente richiesti al momento del riconoscimento della parità. Pertanto, nessun rimborso può venire domandato da tali istituti per le spese sostenute al fine di garantire l'istruzione di sostegno agli alunni disabili. Costituisce, infatti, presupposto indefettibile per il riconoscimento della parità delle scuole private - ai sensi degli artt. 4 della legge n. 60/2000 e 13 della legge 104/1992 - che queste ultime assumano l'impegno a garantire il servizio educativo, ivi comprese le prestazioni previste per i soggetti disabili, a tutti gli studenti per i quali sia stata avanzata richiesta.
  • Ministero della Pubblica Istruzione, Nota 7 maggio 2014,n. A00DGPER 4402 - Organico di diritto del personale docente di religione cattolica per l’a.s. 2014/15
  • Supreme Court, Sentenza 5 maggio 2014,n. 12-696 - U.S.A.: Town of Greece, New York v. Galloway et al.
    The town of Greece does not violate the First Amend­ment's Establishment Clause by opening its meetings with sectarian prayer that comports with America's tradition and does not coerce participation by nonadherents.
  • Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Circolare 11 aprile 2014,n. 9 - Decreto legislativo n. 39/2014 - Lotta agli abusi e allo sfruttamento dei minori
  • Ministero della Giustizia, Circolare 3 aprile 2014 - Decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 39 in attuazione della direttiva 2011/93/UE relativa alla lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile
    In OLIR.it:
  • Conferenza Episcopale Calabra, Comunicato 8 aprile 2014 - Dichiarazione dei Vescovi calabresi su alcuni temi della vita della Chiesa in Calabria
  • Arcivescovo di Milano, Decreto 19 marzo 2014,n. 896 - Decreto di promulgazione dell'Istruzione circa gli atti amministrativi soggetti ad autorizzazione
    Testo dell'Istruzione circa gli atti amministrativi soggetti ad autorizzazione [in vigore dal 1° settembre 2014]
  • Arcivescovo di Milano, Decreto 19 marzo 2014,n. 707 - Atti di straordinaria amministrazione. Persone giuridiche soggette al Vescovo Diocesano
  • Law Society, Linee guida 13 marzo 2014 - Law Society: Practice note on Sharia succession rules
    La Law Society, organizzazione che rappresenta i solicitors di Inghilterra e Galles, ha pubblicato delle note pratiche che illustrano le good practice relative alla redazione di testamenti e donazioni in conformità alla sharia.Illustrate le norme circa la legge applicabile alle disposizioni testamentarie secondo il diritto internazionale privato di Inghilterra e Galles, le practice notes precisano che non vi è nulla che impedisca ad una persona domiciliata in Inghilterra di disporre per testamento dei propri beni in conformità alla sharia.Vengono, quindi, illustrate le principali regole dettate dalla sharia in materia di successioni e donazioni [si ringrazia per la segnalazione del documento e la stesura del relativo Abstract Mattia F. Ferrero, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano]
  • Corte d'Appello - Civile, Sentenza 7 marzo 2014,n. 966 - Concessione della protezione sussidiaria in favore di cittadino nigeriano proveniente dallo Stato di Plateau
    Una volta accertata la fede cristiana di un cittadino nigeriano, immigrato in Italia, e la sua provenienza da Jos (sede di noti disordini per motivi religiosi), non può essere accolto l’appello contro l’ordinanza che ha attribuito al medesimo protezione sussidiaria nel nostro Paese, evitandone così il rimpatrio.
  • Corte di Cassazione - Civile, Sentenza 20 gennaio 2014,n. 1096 - Rettificazione dell'atto di matrimonio difforme da quello contenuto nei registri parrocchiali
    La redazione dell'atto di matrimonio in duplice originale è solo una particolare modalità di documentazione, che nulla toglie alla unicità dell'atto stesso. Se dunque l'atto è unico, il suo contenuto non può che corrispondere a ciò che viene effettivamente stipulato secondo quanto accertato dal giudice di merito: nella specie, la presenza della clausola di separazione dei beni debitamente sottoscritta dagli sposi. Ne consegue che ai fini dell'accertamento della suddetta clausola è possibile basarsi su detto originale benchè non redatto ai fini della trascrizione nei registri dello stato civile. Ribadito, infatti, che l'atto negoziale produttivo di effetti giuridici nell'ordinamento statale a seguito della trascrizione è unico, a prescindere dalla particolare modalità di documentazione in doppio originale, va osservato che ciò che rileva, ai fini dell'accertamento in questione, è ciò che si ricava dall'esistenza di tale originale, che è custodito presso la parrocchia, risultando indifferente la sua destinazione.



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