“Diritto ecclesiastico. Principi generali e questioni” di Geraldina Boni
Riprendendo la sistematica adottata nel volume Matrimonio e famiglia tra diritti religiosi e diritti secolari, la trattazione si articola anche nel presente manuale in due parti: Generalia e Quaestiones, cioè i principi generali e le questioni di cui al titolo. Una bipartizione, invero, che non segna una separazione, né, tantomeno, una contrapposizione, essendoci, tra quanto sviluppato nei primi tre capitoli e i profili messi a fuoco in quelli successivi, una rete fittissima e indissolubile di connessioni e legami: d’altronde, è unicamente dalla considerazione complessiva delle tematiche illustrate che può emergere un quadro d’insieme della materia. Un quadro, evidentemente, ʻimperfettoʼ, non completo né esaustivo, tracciato con pennellate che fatalmente risultano leggere e sfumate: le quali spesso, poi, sollevano problemi e interrogativi piuttosto che enunciare soluzioni tassative e preconfezionate. La completezza e l’esaustività non sono, ovviamente, obiettivi raggiungibili in un manuale, né abbiamo mai coltivato simili pretese: l’auspicio, più modesto eppure impegnativo, è quello che le ʻfinestreʼ di comprensione aperte sul diritto afferente al fenomeno religioso, pur con tutti i limiti e le manchevolezze, possano suscitare la passione in chi legge, portandolo ad allargare l’orizzonte e ad approfondire ulteriormente lo studio di quest’ambito disciplinare.
L’intento perseguito insieme è stato quello, una volta delucidati i principi fondamentali di base e fornite alcune chiavi di lettura, non di rado radicate nella storia eppure indispensabili per decifrare la realtà giuridica contemporanea, di soffermarci in via prevalente su quegli argomenti che – si è riscontrato negli anni – attraggono maggiormente l’interesse e la curiosità degli studenti. A loro è chiaramente rivolto il manuale, per loro è stato pensato e realizzato: non solo nella limitata prospettiva del superamento di un esame, ma nella prospettiva più dilatata della futura vocazione e occupazione di ciascuno. Per questo abbiamo reputato essenziale – con una scelta atipica e originale nel panorama della manualistica, ma che ci è parsa non tanto opportuna quanto imprescindibile – dare voce a chi, in alcuni importanti ambiti lavorativi in cui il giurista dispiega le sue funzioni, è chiamato quotidianamente a confrontarsi con il diritto ecclesiastico, nei suoi differenti volti e angolature. A questi professionisti, alla loro competenza e autorevolezza, nonché, anche qui, alla passione che visibilmente li ispira, va la nostra più sincera gratitudine per l’arricchimento prezioso apportato: perché nulla è più nefasto, per un cultore e operatore del diritto, della dissociazione tra teoria e pratica, del divorzio tra scienza e vita concreta.
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