Brasile

Presentazione

Il Brasile è considerato il paese il più cattolico del mondo, con circa 125,5 milioni di cattolici, corrispondenti al 73.89% della popolazione, secondo l'ultimo censimento del 2000. Questi numeri possono certamente trovare ragione nella colonizzazione portoghese e cattolica, seguita da un periodo imperiale in cui si è mantenuta l'alleanza istituzionale tra Stato e Chiesa, seppure non debba essere dimenticato che, alla vigilia della proclamazione della Repubblica, il decreto 779 del 1890 ha interdetto la presenza di una Chiesa di stato e la proibizione di qualsiasi religione.

Le Costituzioni successive, nonostante non menzionassero espressamente la laicità, riproposero il divieto di una Chiesa ufficiale e l'affermazione del diritto alla libertà religiosa. Così, nell'attuale Costituzione da 1988, l'articolo 19 vieta a tutti gli enti territoriali che compongono la Federazione il sostegno, la sovvenzione, la discriminazione e i rapporti di alleanza o dipendenza con culti religiosi o chiese, fatte salve le collaborazioni di interesse pubblico. Tuttavia, l’indeterminatezza di quest’ultima espressione rende il testo normativo fortemente elastico, generando diverse interpretazioni e indebolendo il rigore della laicità brasiliana. La Costituzione prevede, ancora, il diritto dei fedeli di ricevere l’assistenza religiosa nelle comunità separate e dispone, infine, la presenza nelle scuole pubbliche di una materia denominata “Ensino religioso” avente carattere facoltativo.

Non sono mancate, nel corso del tempo, le posizione critiche in ordine ai rapporti che intercorrevano tra Stato e Chiesa Cattolica, ritenendosi in questo senso che essi oltrepassassero quella “collaborazione di interesse pubblico” cui fa riferimento la norma costituzionale già citata. Allo stesso modo, diversi gruppi religiosi di minoranza si sono a lungo battuti per vedersi effettivamente riconosciute tutte le prerogative connesse al diritto di libertà religiosa tutelato dalla Costituzione.

Nel vasto contenitore delle minoranze religiose, si segnala in particolare l’attività dei seguaci dello spiritismo, durante il periodo Repubblicano, l’esperienza delle religioni afro-brasiliane che, fortificate dal riscatto della identità africana negli anni ‘60-70 del secolo scorso, cercavano un riconoscimento anche giuridico, e, più recentemente, la crescita dei neopentecostali, con le rivendicazioni di un trattamento giuridico uguale a quello riservato ai cattolici.

Sulla scorta delle rivendicazioni di queste minoranze religiose si sono prodotte evoluzioni rilevanti nell’interpretazione di alcune disposizioni costituzionali, ma questo processo non ha condotto alla predisposizione di norme specifiche, contrattate con questi gruppi, a differenza di ciò che è accaduto di recente per la Chiesa Cattolica. Alla fine del 2008, lo Stato brasiliano ha concluso con la Santa Sede un accordo chiamato “Statuto giuridico della Chiesa Cattolica in Brasile”: un vero e proprio concordato che, allo stesso modo della Lei Geral das Religiões promulgata a seguito della sua stipulazione, si presenta come il consolidamento di norme o pratiche già esistenti. Tuttavia, ci sono piccole alterazioni testuali che, certamente, incidono sul diritto vigente, sebbene il loro impatto sull’ordinamento giuridico brasiliano resti ancora da comprendere fino in fondo.(Lidyane Maria Ferreira de Souza)